Passa ai contenuti principali

Post

La vergine di cera

Un giovane tenente napoleonico (un giovanissimo Jack Nicholson) si smarrisce sulle coste del baltico. Incontra una ragazza che pare dissolversi come uno spettro. Tutto il mistero sembra avere la sua radice nel tenebroso castello di un vecchio barone (interpretato con passione da Boris Kaloff). Un antico delitto e una vendetta covata per anni muovono i fili della vicenda. La trama ha punti deboli e i colpi di scena risultano abbastanza canonici. Se Nicholson appara un poco svogliato Karloff ci mette l’ anima per interpretare la parte di un vecchio ossessionato da un amore disastroso e da un delitto che lascia sensi di colpa incancellabili. Notevoli i ricicli del regista che non si discosta dalla sua filosofia di spendere il meno possibile e guadagnare bene. Ma questa mancanza di mezzi è un pregio più che un difetto. Corman non si discosta dal suo stile gotico per narrare una vicenda abbastanza confusa ma che ha il pregio di funzionare nonostante tutto, soprattutto grazie all’ambientazio...

Fitzcarraldo

A Iquitos, Carlos Fitzgerald conosciuto come Fitzcarraldo , intraprende una leggendaria operazione per portare alla luce il suo più grande sogno. Portare l’ opera lirica nel cuore dell’ Amazzonia, costruendo un grande teatro che il mitico tenore italiano Enrico Caruso dovrà inaugurare. Per ottenere il denaro necessario a costruire il teatro si inserirà nel mercato del caucciù, comprerà terra nelle zone più mortifere dell’ Amazzonia, una barca per i commerci e sfiderà la natura. Abbandonato da tutto l’ equipaggio, terrorizzato dalla ferocia di Indios cannibali della zona, si troverà solo e disperato. Ma gli Indios lo scambieranno per un dio venuto a condurli con la sua grande nave bianca verso la terra promessa. Con essi riuscirà a far scavalcare una montagna alla sua nave. Il suo sogno alla fine fallirà ma riuscirà comunque a portare per un giorno il suo sogno nella sua città natale. Hezog si muove come al solito fra l’ accademico e la sregolatezza più genialoide, riuscendo a miscelar...

Prima pagina

Billy Wilder dirige “Prima Pagina” nel 1974 ma ambienta la storia alla fine degli anni 20′, quando il giornalismo stava prendendo coscienza della sua forza e del suo potere.Due giornalisti rampanti (Walter Mattahau e Jack Lemon) sono alle prese con uno sccop su un condannato a morte. Dietro la commedia, con tempi perfetti, interpretazioni straordinarie e dialoghi brillanti, si cela una profonda amarezza. Ecco dove Wilder riesce ad arrivare più lontano di altri autori nel modo di gestire ed intendere le commedie. Il film risente molto dell’origine teatrale ma questo aspetto, invece di essere un limite, finisce per dare maggior gusto e compattezza alla vicenda. Il film scivola via come un treno sui binari. Nulla da dire: divertente, geniale, cinico e sarcastico, con i tasselli al loro posto. Dietro la facciata leggera si può leggere però uno degli atti di accusa più acuti e pesanti al regno dei media, alla loro logica, ai loro meccanismi e ai personaggi che lo animano. Esperimento che Wi...

Bersaglio di notte

Un noir metropolitano per metà, con uno sfondo poliziesco per l’altra. Penn mischia magistralmente le vicende investigative e personali del protagonista il detective privato Harry Moseby, interpretato da uno straordinario Gene Hackman. Il suo compito è quello di indagare sulla scomparsa di una ragazza ricca e di riportarla a casa. Il suo compito non sembra presentare molte difficoltà ma la realtà è molto diversa da quella che appare e Moseby si troverà invischiato in un gioco pericoloso fatto di contrabbando e criminali senza scrupoli. A questo si affianca parallelamente il naufragio del suo matrimonio che sembra non poter reggere il peso della sua attività e delle sue nottate fuori di casa. Penn fa di un film dalla trama sufficiente e dalle potenzialità non elevate un vero capolavoro del genere. Ci riesce mantenendo una regia sobria capace di elevarsi in momenti da antologia nei momenti decisivi. Una prova su tutte è data dalla sequenza finale girata superbamente e con virtuosismi all...

Killer's kiss

Primo film di Kubrick. O meglio il secondo. Ma a tutti gli effetti l’esordio assoluto. Molti infatti sanno che l’opera prima “Fear and Desire” è stata accantonata, negata e misconosciuta dal proprio autore. Kubrick stesso ebbe a dichiarare che “Fear and desire” era una storia interessante fatta senza alcuna perizia. Invece “Killer’s Kiss” era una storia non molto avvoncente e innovativa ma fatta con una certa dose di esperienza. Vista l’attenzione per la parte tecnico-formale delle sue opere non sorprende affatto che l’autore consideri questo il suo esordio cinematografico. Effettivamente la storia non ha nulla di eccezzionale. Strutturata come un lungo flashback, è un noir nerissimo che si aggira per i bassifondi di una New York notturna. Un uomo aspetta nervosamente davanti alla stazione. Cosa? Chi? Lo sapremo solo alla fine, dopo che ci verrà chiarito tutto il percorso che porta il protagonista sino a li. Si tratta di un pugile fallito che si trova implicato nel rapimento della sua ...

La messa è finita

Moretti trova un equilibrio magnifico fra il suo essere giornalista e regista. La messa è finita rimane un’opera importante per il nostro cinema. Un’analisi intelligente e appassionata della crisi generazionale degli anni ‘80. Moretti ha avuto sempre un punto fermo nel suo cinema: quello di parlare di generazioni disilluse e smarrite. Lo ha fatto per i post-sessantottini in Ecce Bombo – Bianca, poi con Palombella Rossa e Aprile ha analizzato la scomparsa di una politica e società comunistoide crollata dopo il muro di Berlino. Il film è essenziale in tutte le componenti del suo linguaggio. Forse per questo motivo maggiormente efficace. La figura del prete, interpretato dallo stesso Moretti, condensa una serie di paure e dubbi di un’intera epoca. Il fatto che questi dubbi si svolgano nell’animo di un religioso non fa altro che estremizzare i conflitti e le scelte del suo essere. Si parla principalmente di un uomo fuori posto, che non riesce a trovare la pace e gioia che sempre proclama,...

Blob fluido mortale

Blob è un film ingegnoso e scorrevole che si propone come un ottimo proseguimento della miscela fra fantascienza ed horror inaugurata dal film di Siegel "L’invasione degli ultracorpi" rimasto ancora oggi il vertice di questo stuzzicante incrocio di generi e della fantascienza in generale. La vicenda si svolge nell’arco di una sola notte. Un meteorite cade nei pressi di una tranquilla cittadina americana nascondendo al suo interno un essere alieno dalla struttura gelatinosa e fluida dotato di volontà e intelligenza proprie. L’essere comincia a cibarsi-assimilare tutti gli abitanti che capitano sul suo cammino. Mano a mano che la strana creatura uccide e ingloba gli esseri umani la sua dimensione cresce fino a permettergli di assumere proporzioni gigantesche. Una coppia di giovani si accorge per prima del pericolo che minaccia la comunità ma, inizialmente, nessuno vuole credergli. Solo alla fine, quello che sembrava un assurdo scherzo giovanile, troverà una tragica conferma. So...