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Kinski il mio nemico più caro


Nel 1999 Werner Herzog crea un documentario per omaggiare il suo attore feticcio Klaus Kinski. Rendere omaggio non significa che viene fatta una agiografia del personaggio. Anzi. Herzog sembra sentire più l’esigenza di fare i conti col proprio passato, con un rapporto di odio e amore simile alla follia, con la personalità di un individuo geniale ma animalesco, capace di grandi gesti umani subito seguiti da sfoghi animaleschi, incontrollabili. Il regista è impietoso nel mettere alla luce le debolezze e l’egomania dell’ attore ma lo fa in un modo pulito, necessario.

Il documentario è estremamente interessante. Sono numerose le immagini inedite sui set di Herzog, con alcune sfuriate in presa diretta dell’ attore. Inoltre con questo lavoro possiamo capire e approfondire molti episodi che sono stati colorati e manipolati dalla stampa e dalle voci di corridoio. Possiamo visitare i luoghi dove sono stati pensati e girati alcuni dei più importanti film del regista ed è lui stesso che narra numerosi aneddoti riguardanti la realizzazione delle opere. Possiamo incontrare e conoscere numerosi collaboratori e attori secondari che hanno lavorato nei film di Herzog etc.

Tuttavia la grandezza e bellezza del documentario risulta essere proprio l’intelligenza e la profondità con la quale Herzog, parlando di una personalità complessa e contraddittoria di Kinski, ci parla della difficoltà di sondare la specie umana in tutte le sue sfumature e l’affascinante rapporto fra vita ed arte, il processo della creazione, la follia di una creazione, il superare se stessi al servizio di un film.

Salvatore Floris

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